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Russo, Federica; Ceria, Roberto; Jarach, Jacopo; Laglia, Cecilia; Lombardi, Lavinia; Isola, Lorenza
Internet addiction disorder: nuova emergenza nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza Journal Article
In: QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA , vol. 47, 2020, ISSN: 1127-6347.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: adolescenza, fattori di rischio e di protezione, IAD, infanzia
@article{Russo2020,
title = {Internet addiction disorder: nuova emergenza nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza},
author = {Federica Russo and Roberto Ceria and Jacopo Jarach and Cecilia Laglia and Lavinia Lombardi and Lorenza Isola},
editor = {Franco Angeli },
url = {https://apc.it/2020-russo-internet-addiction-2/},
doi = {Doi: 10.3280/qpc47-2020oa11206},
issn = {1127-6347},
year = {2020},
date = {2020-12-03},
journal = {QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA },
volume = {47},
abstract = {Le nuove tecnologie hanno cambiato e continuano a cambiare profondamente il nostro modo di vivere. Il continuo processo di adattamento al cambiamento tecnologico condiziona e modifica costantemente le nostre interazioni in tutti gli ambiti di vita. Non ultima la salute
mentale e il lavoro in psicoterapia. Il presente lavoro si pone dunque come obiettivo quello di ritrarre lo stato dell’arte di un campo in continua evoluzione ed espansione. Se da un lato questi strumenti risultano essere un’importante opportunità, dall’altro la comunità scientifica
ha cominciato a porre attenzione alla problematicità dell’utilizzo degli stessi, con particolare attenzione a Internet e ai dispositivi ad esso associati. Nello specifico, l’obiettivo è di approfondire la controversia che caratterizza la letteratura sull’uso della tecnologia in termini di vantaggi e svantaggi con un focus specifico sui fattori di rischio e di protezione oltre che un’analisi dettagliata degli effetti negativi a breve e lungo termine e degli elementi comuni negli interventi evidence-based nel trattamento dell’Internet addiction nell’infanzia e nell’adolescenza. },
keywords = {adolescenza, fattori di rischio e di protezione, IAD, infanzia},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
mentale e il lavoro in psicoterapia. Il presente lavoro si pone dunque come obiettivo quello di ritrarre lo stato dell’arte di un campo in continua evoluzione ed espansione. Se da un lato questi strumenti risultano essere un’importante opportunità, dall’altro la comunità scientifica
ha cominciato a porre attenzione alla problematicità dell’utilizzo degli stessi, con particolare attenzione a Internet e ai dispositivi ad esso associati. Nello specifico, l’obiettivo è di approfondire la controversia che caratterizza la letteratura sull’uso della tecnologia in termini di vantaggi e svantaggi con un focus specifico sui fattori di rischio e di protezione oltre che un’analisi dettagliata degli effetti negativi a breve e lungo termine e degli elementi comuni negli interventi evidence-based nel trattamento dell’Internet addiction nell’infanzia e nell’adolescenza.
Villirillo, Caterina; Cascone, Rossella; Buonanno, Carlo
Luca: il timore di essere contaminato dalla madre e il ruolo dei genitori nel mantenimento della sintomatologia Journal Article
In: Quaderni di Psicoterapia Cognitiva, no 46, 2020, ISSN: 1127-6347.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: adolescenza, Disturbo Ossessivo Compulsivo, disturbo schizotipico, parent training, timore di contaminazione, trattamento
@article{Villirillo2020,
title = {Luca: il timore di essere contaminato dalla madre e il ruolo dei genitori nel mantenimento della sintomatologia},
author = {Caterina Villirillo and Rossella Cascone and Carlo Buonanno},
editor = {Franco Angeli Editore},
url = {https://apc.it/2020-buonanno-luca-il-timore-di-essere-contaminato/},
doi = {10.3280/qpc46-2020oa10164},
issn = {1127-6347},
year = {2020},
date = {2020-04-26},
journal = {Quaderni di Psicoterapia Cognitiva},
number = {46},
abstract = {In questo lavoro viene descritto il caso di un ragazzo di 16 anni, giunto in terapia con una diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo, per la quale aveva già intrapreso una psicoterapia, con presa in carico farmacologica, senza miglioramento dei sintomi. La sintomatologia ossessiva è associata al timore di essere contaminato dall’alito materno. Tuttavia, fin dai primi
incontri, emerge con chiarezza una maggiore complessità del quadro, per la presenza in comorbilità di un disturbo schizotipico di personalità, caratterizzato da comportamenti bizzarri e responsabile di una grave compromissione del funzionamento sociale e scolastico.
L’intervento è stato realizzato attivando due setting e ha visto coinvolti Luca (20 incontri) e i genitori (10 incontri). Nell’articolo descriveremo la formulazione del caso, differenziando gli interventi sui sintomi ossessivi dalle procedure utilizzate per fronteggiare la sintomatologia schizotipica. Il miglioramento del disturbo ossessivo compulsivo è stato osservato già in
fase di condivisione del profilo interno e lavorando sul timore di contaminazione con interventi di ristrutturazione cognitiva. Parallelamente, il trattamento si è focalizzato sull’aumento della cura di sé e la modifica delle abitudini disfunzionali, con un effetto determinante sulla riduzione dei rituali, un aumento della percezione di autoefficacia e una diminuzione sensibile
del ritiro sociale.},
keywords = {adolescenza, Disturbo Ossessivo Compulsivo, disturbo schizotipico, parent training, timore di contaminazione, trattamento},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
incontri, emerge con chiarezza una maggiore complessità del quadro, per la presenza in comorbilità di un disturbo schizotipico di personalità, caratterizzato da comportamenti bizzarri e responsabile di una grave compromissione del funzionamento sociale e scolastico.
L’intervento è stato realizzato attivando due setting e ha visto coinvolti Luca (20 incontri) e i genitori (10 incontri). Nell’articolo descriveremo la formulazione del caso, differenziando gli interventi sui sintomi ossessivi dalle procedure utilizzate per fronteggiare la sintomatologia schizotipica. Il miglioramento del disturbo ossessivo compulsivo è stato osservato già in
fase di condivisione del profilo interno e lavorando sul timore di contaminazione con interventi di ristrutturazione cognitiva. Parallelamente, il trattamento si è focalizzato sull’aumento della cura di sé e la modifica delle abitudini disfunzionali, con un effetto determinante sulla riduzione dei rituali, un aumento della percezione di autoefficacia e una diminuzione sensibile
del ritiro sociale.

