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Perdighe, Claudia; Mancini, Francesco; Serrani, Francesca Micaela; Gangemi, Amelia
Il disagio dei pazienti ossessivi di fronte ad espressioni facciali di rabbia e disgusto: risultati di una indagine preliminare Journal Article
In: Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, vol. 12, no 2, pp. 197-201, 2006.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: disgusto, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Espressioni facciali delle emozioni, Rabbia
@article{Perdighe2006,
title = {Il disagio dei pazienti ossessivi di fronte ad espressioni facciali di rabbia e disgusto: risultati di una indagine preliminare},
author = {Claudia Perdighe and Francesco Mancini and Francesca Micaela Serrani and Amelia Gangemi },
editor = {Associazione di Psicoterapia Cognitiva Roma},
url = {http://win.apc.it/public/pdf/Sensibilit%C3%A0Facce.pdf},
year = {2006},
date = {2006-07-06},
journal = {Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale},
volume = {12},
number = { 2},
pages = {197-201},
abstract = {In questo articolo presentiamo i risultati di una ricerca preliminare tesa a controllare due ipotesi: la prima è che i pazienti ossessivi scelgono le espressioni di rabbia e disgusto come quelle capaci di metterli maggiormente a disagio, più spesso di quanto accade a pazienti con altri disturbi d’ansia. La seconda ipotesi è che i pazienti ossessivi, più spesso degli altri pazienti ansiosi, immaginano che, se si realizzassero i loro timori, allora si troverebbero di fronte ad una espressione di rabbia o disgusto.
Hanno partecipato allo studio 16 pazienti ossessivi e 22 pazienti ansiosi ma non ossessivi. Ai soggetti sono state presentate due serie di foto tratte dalla raccolta di Ekman. (1976): una serie includeva le foto di un volto femminile, sempre lo stesso, che esprimeva rabbia, paura, tristezza, disgusto, gioia, sorpresa e neutralità emotiva. L’altra serie era di un volto maschile che esprimeva le stesse emozioni. Ai soggetti veniva suggerito di immaginare che le espressioni fossero rivolte a loro, vale a dire di essere l’oggetto della espressione facciale. Per ciascuna serie si chiedeva ai soggetti di indicare le due foto che li mettevano maggiormente a disagio. Ai soggetti veniva suggerito, successivamente, di immaginare la realizzazione dei timori alla base della loro sintomatologia e poi gli si chiedeva se, nello scenario immaginato, sarebbero stati oggetto di una delle espressioni rappresentate nelle foto. I risultati sono compatibili con le ipotesi formulate.},
keywords = {disgusto, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Espressioni facciali delle emozioni, Rabbia},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Hanno partecipato allo studio 16 pazienti ossessivi e 22 pazienti ansiosi ma non ossessivi. Ai soggetti sono state presentate due serie di foto tratte dalla raccolta di Ekman. (1976): una serie includeva le foto di un volto femminile, sempre lo stesso, che esprimeva rabbia, paura, tristezza, disgusto, gioia, sorpresa e neutralità emotiva. L’altra serie era di un volto maschile che esprimeva le stesse emozioni. Ai soggetti veniva suggerito di immaginare che le espressioni fossero rivolte a loro, vale a dire di essere l’oggetto della espressione facciale. Per ciascuna serie si chiedeva ai soggetti di indicare le due foto che li mettevano maggiormente a disagio. Ai soggetti veniva suggerito, successivamente, di immaginare la realizzazione dei timori alla base della loro sintomatologia e poi gli si chiedeva se, nello scenario immaginato, sarebbero stati oggetto di una delle espressioni rappresentate nelle foto. I risultati sono compatibili con le ipotesi formulate.
Mancini, Francesco; Barcaccia, Barbara; Capo, Rosario; Gangemi, Amelia; Gragnani, Andrea; Perdighe, Claudia; Rainone, Antonella; Romano, Giuseppe
In: Rivista di psichiatria, no 41, 2006, ISSN: 2038-2502.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Disturbo Ossessivo-Compulsivo, efficacia, terapia cognitivo-comportamentale
@article{Mancini2006,
title = {Trattamento Cognitivo-Comportamentale nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo: risultati di uno studio di esito naturalistico in aperto con follow-up a 6, 12 e 24 mesi },
author = {Francesco Mancini and Barbara Barcaccia and Rosario Capo and Amelia Gangemi and Andrea Gragnani and Claudia Perdighe and Antonella Rainone and Giuseppe Romano},
editor = {Il Pensiero Scientifico Editore},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2010/10/trattamento%20cognitivo%20comportamentale%20nel%20disturbo%20ossessivo%20compulsivo%20risultati%20di%20uno%20studio%20naturalistico.pdf},
doi = {10.1708/129.1406},
issn = {2038-2502},
year = {2006},
date = {2006-07-06},
urldate = {2016-07-28},
journal = {Rivista di psichiatria},
number = {41},
series = {2},
abstract = {Le linee-guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo-comportamentale i trattamenti d’elezione. Scopo del presente lavoro è sottoporre a verifica un protocollo d’intervento che coniuga procedure di dimostrata efficacia e interventi che enfatizzano il tema dell’accettazione di quegli stati cognitivi ed emotivi che numerose e recenti ricerche indicano come scarsamente tollerati dai soggetti con DOC.
Inoltre si è voluta verificare l’efficacia del trattamento secondo un disegno di tipo naturalistico e in un setting privato. Metodo. Al fine di sottoporre a verifica il nostro programma di terapia, negli ultimi tre anni abbiamo sottoposto a questo trattamento 59 pazienti con diagnosi di DOC, reclutati unicamente con il criterio della richiesta di terapia. La valutazione degli esiti è stata eseguita mediante la somministrazione della Y-BOCS. Risultati. Al momento della ricerca hanno completato il trattamento 39 pazienti.
I dati evidenziano una diminuzione della sintomatologia, sia nei pazienti che hanno portato a termine la terapia sia nei pazienti ancora in trattamento. L'ANOVA a misure ripetute effettuata sulla variabile trattamento a 3 livelli (pre-post-follow) risulta molto significativa (p<.0001). Sono state condotte anche una serie di ANOVA fattoriale miste con fattore between SESSO / tipologia di disturbo DOC / comorbilità / durata del trattamento / durata del disturbo, e con fattore within il TRATTAMENTO (3 livelli): esse evidenziano che il solo fattore significativo è il TRATTAMENTO. Le analisi post hoc per la variabile TRATTAMENTO rivelano che la differenza significativa si ha tra il livello pretrattamento e i livelli post-trattamento e follow-up.},
keywords = {Disturbo Ossessivo-Compulsivo, efficacia, terapia cognitivo-comportamentale},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Inoltre si è voluta verificare l’efficacia del trattamento secondo un disegno di tipo naturalistico e in un setting privato. Metodo. Al fine di sottoporre a verifica il nostro programma di terapia, negli ultimi tre anni abbiamo sottoposto a questo trattamento 59 pazienti con diagnosi di DOC, reclutati unicamente con il criterio della richiesta di terapia. La valutazione degli esiti è stata eseguita mediante la somministrazione della Y-BOCS. Risultati. Al momento della ricerca hanno completato il trattamento 39 pazienti.
I dati evidenziano una diminuzione della sintomatologia, sia nei pazienti che hanno portato a termine la terapia sia nei pazienti ancora in trattamento. L'ANOVA a misure ripetute effettuata sulla variabile trattamento a 3 livelli (pre-post-follow) risulta molto significativa (p<.0001). Sono state condotte anche una serie di ANOVA fattoriale miste con fattore between SESSO / tipologia di disturbo DOC / comorbilità / durata del trattamento / durata del disturbo, e con fattore within il TRATTAMENTO (3 livelli): esse evidenziano che il solo fattore significativo è il TRATTAMENTO. Le analisi post hoc per la variabile TRATTAMENTO rivelano che la differenza significativa si ha tra il livello pretrattamento e i livelli post-trattamento e follow-up.
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
The role of responsibility and fear of guilt in hypothesis-testing Journal Article
In: Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, vol. 37, no 4, pp. 333 - 346, 2006, ISSN: 0005-7916.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Fear of guilt from behaving irresponsibly, obsessive-compulsive disorder, Responsibility; Hypothesis-testing
@article{Mancini2006333,
title = {The role of responsibility and fear of guilt in hypothesis-testing},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {Elsevier ScienceDirect},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2010/01/Role%20of%20Responsibility%20and%20Fear%20of%20Guilt.pdf},
doi = {10.1016/j.jbtep.2006.03.004},
issn = {0005-7916},
year = {2006},
date = {2006-01-01},
journal = {Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry},
volume = {37},
number = {4},
pages = {333 - 346},
abstract = {Recent theories argue that both perceived responsibility and fear of guilt increase obsessive-like behaviours. We propose that hypothesis-testing might account for this effect. Both perceived responsibility and fear of guilt would influence subjects’ hypothesis-testing, by inducing a prudential style. This style implies focusing on and confirming the worst hypothesis, and reiterating the testing process. In our experiment, we manipulated the responsibility and fear of guilt of 236 normal volunteers who executed a deductive task. The results show that perceived responsibility is the main factor that influenced individuals’ hypothesis-testing. Fear of guilt has however a significant additive effect. Guilt-fearing participants preferred to carry on with the diagnostic process, even when faced with initial favourable evidence, whereas participants in the responsibility condition only did so when confronted with an unfavourable evidence. Implications for the understanding of obsessive-compulsive disorder (OCD) are discussed.},
keywords = {Fear of guilt from behaving irresponsibly, obsessive-compulsive disorder, Responsibility; Hypothesis-testing},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Johnson-Laird, Philippe N.; Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
A hyper-emotion theory of psychological illnesse Journal Article
In: Psychological Review 113, No. 4, 822–841, vol. 113, no 4, pp. 822–841, 2006.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: cognitive therapy, Emotions, Psychological illnesses, reasoning, unconscious processes
@article{Johnson-Laird2006,
title = {A hyper-emotion theory of psychological illnesse},
author = {Philippe N. Johnson-Laird and Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {the American Psychological Association},
url = {http://mentalmodels.princeton.edu/papers/2006hyperemotiontheory.pdf},
doi = {10.1037/0033-295X.113.4.822},
year = {2006},
date = {2006-01-01},
journal = {Psychological Review 113, No. 4, 822–841},
volume = {113},
number = {4},
pages = {822–841},
abstract = {A “hyper-emotion” theory of psychological illnesses is presented. The theory postulates the processes that construct bodily feelings and basic emotions are computationally crude and outside voluntary control. Psychological illnesses have an onset in which a cognitive evaluation initiates a sequence of unconscious transitions yielding a basic emotion.
This emotion is appropriate for the situation but inappropriate in its intensity. Whenever it recurs, it leads individuals to focus on the precipitating situation, and to characteristic patterns of inference that can bolster the illness. Individuals with a propensity to psychological illness accordingly reason better than more robust individuals, but only on topics relevant to their illness. The theory is assessed in light of previous studies, a small epidemiological study of patients, and three empirical studies},
keywords = {cognitive therapy, Emotions, Psychological illnesses, reasoning, unconscious processes},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
This emotion is appropriate for the situation but inappropriate in its intensity. Whenever it recurs, it leads individuals to focus on the precipitating situation, and to characteristic patterns of inference that can bolster the illness. Individuals with a propensity to psychological illness accordingly reason better than more robust individuals, but only on topics relevant to their illness. The theory is assessed in light of previous studies, a small epidemiological study of patients, and three empirical studies
Mancini, Francesco; Gragnani, Andrea
L'esposizione con prevenzione della risposta come pratica della accettazione Journal Article
In: Cognitivismo Clinico, vol. 2, no 1, pp. 38-58, 2005.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Accettazione della minaccia, Disturbo Ossessivo Compulsivo, E/RP, Esposizione, Prevenzione della risposta
@article{Mancini2005,
title = {L'esposizione con prevenzione della risposta come pratica della accettazione},
author = {Francesco Mancini and Andrea Gragnani},
editor = {Associazione di Psicoterapia Cognitiva Roma},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2013/06/4-lesposizione-con-prevenzione-della-risposta-come-pratica-della-accettazione_mancini-gragnani-38-58.pdf},
year = {2005},
date = {2005-01-01},
urldate = {2005-01-01},
journal = {Cognitivismo Clinico},
volume = {2},
number = {1},
pages = {38-58},
abstract = {L'esposizione con prevenzione della risposta è la tecnica con maggior efficacia misurata nella terapia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e di altri disturbi d'ansia (ad esempio, nel Disturbo di Panico). Esistono, tuttavia, delle difficoltà di ordine pratico come la difficoltà di accettazione da parte di molti pazienti ad intraprendere il trattamento e un numero elevato di drop out, e delle difficoltà tecniche in pazienti affetti da DOC caratterizzati da una sintomatologia covert. Queste difficoltà riducono l'applicabilità e quindi l'efficacia dell'intervento. Dalla necessità di superare i limiti tecnici ora descritti, deriva l'opportunità di comprendere meglio il meccanismo di funzionamento dell'E/RP. La speranza infatti è che comprendendo meglio il meccanismo di azione sia possibile organizzare l'E/RP in un modo più consono alla difficoltà e alle esigenze del paziente.
L'obiettivo del nostro lavoro è duplice.
Il primo obiettivo è esaminare in maniera critica le spiegazioni (alcune comportamentali quali l'abituazione, l'estinzione, il controcondizionamento; ed altre relative a cambiamenti cognitivi: l'autoefficacia, l'aspettativa e la ristrutturazione cognitiva) proposte per il meccanismo d'azione dell'E/RP annoverando le critiche che via via sono state mosse dalla letteratura sperimentaleper ciascuna di queste spiegazioni.
Il secondo obiettivo è presentare un'interpretazione dell'efficacia dell'E/RP basandoci sulla considerazione che il meccanismo di azione dell'E/RP consista in un processo cognitivo che conduce all'ccettazione di livelli di minaccia via via più elevati, in sostanza considereremo la E/RP come la pratica dell'accettazione.},
keywords = {Accettazione della minaccia, Disturbo Ossessivo Compulsivo, E/RP, Esposizione, Prevenzione della risposta},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
L'obiettivo del nostro lavoro è duplice.
Il primo obiettivo è esaminare in maniera critica le spiegazioni (alcune comportamentali quali l'abituazione, l'estinzione, il controcondizionamento; ed altre relative a cambiamenti cognitivi: l'autoefficacia, l'aspettativa e la ristrutturazione cognitiva) proposte per il meccanismo d'azione dell'E/RP annoverando le critiche che via via sono state mosse dalla letteratura sperimentaleper ciascuna di queste spiegazioni.
Il secondo obiettivo è presentare un'interpretazione dell'efficacia dell'E/RP basandoci sulla considerazione che il meccanismo di azione dell'E/RP consista in un processo cognitivo che conduce all'ccettazione di livelli di minaccia via via più elevati, in sostanza considereremo la E/RP come la pratica dell'accettazione.
Mancini, Francesco; D'Olimpio, Francesca; Cieri, Luca
Manipulation of responsibility in non-clinical subjects: does expectation of failure exacerbate obsessive–compulsive behaviors? Journal Article
In: Behaviour Research and Therapy, vol. 42, no 4, pp. 449 - 457, 2004, ISSN: 0005-7967.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: checking, Compulsive, Coping ability, Hesitation, Obsessive, Responsibility
@article{Mancini2004449,
title = {Manipulation of responsibility in non-clinical subjects: does expectation of failure exacerbate obsessive–compulsive behaviors?},
author = {Francesco Mancini and Francesca D'Olimpio and Luca Cieri},
editor = {Elsevier ScienceDirect},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2013/06/2004_manipulation-of-responsibility-in-non_clinical-subjects-does-expectation-of-failure-exacerbate-obsessive_compulsive-behaviors.pdf},
doi = {10.1016/S0005-7967(03)00153-0},
issn = {0005-7967},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Behaviour Research and Therapy},
volume = {42},
number = {4},
pages = {449 - 457},
abstract = {An exaggerated sense of responsibility is currently considered as the ground for the obsessive–compulsive disorder. Obsessive-like behaviors, such as hesitations and checks, may be induced in non-clinical subjects by increasing perceived responsibility (i.e., perceived personal influence on negative outcomes). In line with Salkovskis’ proposal [The cognitive approach to anxiety: threat beliefs, safety-seeking behavior, and the special case of health anxiety and obsessions, in: P.M. Salkovskis (Ed.), Frontiers of Cognitive Therapy, Guilford, New York], we tested the hypothesis that reduced coping abilities (i.e., an exaggerated expectation of failure) are another effectual factor contributing to obsessive-like behaviors. We examined 47 normal volunteers in a visuo-spatial memory task, and manipulated their perceived personal influence and expectation of failure by giving differential instructions and feedback about their performance. Increase of perceived personal influence induced slowness, hesitations and checks without enhancing performance. Expectation of failure exacerbated obsessive-like behaviors, again without affecting performance. These results confirm the role of responsibility in obsessive-like behavior and indicate that reduced coping abilities may contribute to worsen dysfunctional strategies.},
keywords = {checking, Compulsive, Coping ability, Hesitation, Obsessive, Responsibility},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
Aversion to risk and guilt Journal Article
In: Clinical Psychology & Psychotherapy, vol. 11, no 3, pp. 199–206, 2004, ISSN: 1099-0879.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: aversion to risk, guilt
@article{CPP:CPP418,
title = {Aversion to risk and guilt},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {John Wiley & Sons},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/07/2004_aversion%20to%20risk%20and%20guilt.pdf},
doi = {10.1002/cpp.418},
issn = {1099-0879},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Clinical Psychology & Psychotherapy},
volume = {11},
number = {3},
pages = {199--206},
publisher = {John Wiley & Sons, Ltd.},
abstract = {Much research has shown that cognitive processes are largely guided by individuals' states of mind (Mancini & Gangemi, 2002a, in press; Smeets, de Jong, & Mayer, 2000). In this paper, we specifically consider a state of mind characterized by guilt for having acted irresponsibly. This state is currently considered the breeding ground for the obsessive–compulsive disorder (Rachman, 2002; Salkovskis & Forrester, 2002). Our aim is to examine the impact of this state of mind on decision under risk. We hypothesize that individuals' choices (risk seeking/risk aversion) depend on how they evaluate themselves, as guilty or as victims of a wrong, and thus on moral values. People who evaluate them-selves as guilty are expected to show a risk-averse preference. People who evaluate themselves as victims are expected to show a risk-seeking preference. In two different experiments, we demonstrated that non-clinical participants' aversion to risky choices and preference for risky choices vary as a function of their moral role (guilty/victim). As predicted, in both the experiments, participants experienced intolerance for risk, making more riskless choices, in the context of guilt. Thus, aversion to risk-taking is actually affected by a mental state of guilt. Copyright © 2004 John Wiley & Sons, Ltd.},
keywords = {aversion to risk, guilt},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
The influence of responsibility and guilt on naive hypothesis-testing Journal Article
In: Thinking & Reasoning, vol. 10, no 3, pp. 289-320, 2004.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: hypothesis-testing
@article{doi:10.1080/13546780442000060,
title = {The influence of responsibility and guilt on naive hypothesis-testing},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {Taylor & Francis Group},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2013/03/the-influece-of-responsibility-and-guilt.pdf},
doi = {10.1080/13546780442000060},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Thinking & Reasoning},
volume = {10},
number = {3},
pages = {289-320},
abstract = {Three experiments were used to investigate individuals' hypothesis-testing process as a function of moral perceived utilities, which in turn depend on perceived responsibility and fear of guilt. Moral perceived utilities are related to individuals' moral standards and specifically to people's attempt to face up to their own responsibilities, and to avoid feeling guilty of irresponsibility. The results showed that responsibility and fear of guilt in testing hypotheses involved a process defined as prudential mode, which entails focusing on and confirming the worst hypothesis, and then reiterating the testing process. In particular, the results showed that responsible and guilt-fearing individuals: (1) tended to search prudentially for examples confirming the worst hypothesis and to search for counter-examples falsifying the positive hypothesis; (2) focused on the worst alternative, and tended to confirm it; (3) prudentially kept up the testing process, even if faced with initial positive evidence. Our discussion of the results emphasises how people are largely pragmatic in their hypothesis testing, using efficient cognitive strategies that focus on error minimisation rather than on truth detection. In a context of responsibility and guilt, the errors are linked to people's failure to face up to their own responsibilities, and are thus moral errors.},
keywords = {hypothesis-testing},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
Fear of guilt from behaving irresponsibly in obsessive–compulsive disorder Journal Article
In: Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, vol. 35, no 2, pp. 109 - 120, 2004, ISSN: 0005-7916, (Experimental approaches to understanding OCD).
Abstract | Links | BibTeX | Tag: beliefs, guilt, OCD, Responsibility
@article{Mancini2004109,
title = {Fear of guilt from behaving irresponsibly in obsessive–compulsive disorder},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {Elsevier ScienceDirect},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2013/06/Fear-of-guilt-from-behaving-irresponsibly-in-obsessive-compulsive-disorder-Mancini_Gangemi.pdf},
doi = {10.1016/j.jbtep.2004.04.003},
issn = {0005-7916},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry},
volume = {35},
number = {2},
pages = {109 - 120},
abstract = {Previous cognitive models of obsessive–compulsive disorder (OCD) propose that inflated responsibility plays a key role in the maintenance of symptoms (Behav.Res.Ther. 28 (1985) 571). In this manuscript, we propose that this thesis may be improved by emphasizing that instead, OCD may be characterized by a fear of guilt that would result from behaving irresponsibly and/or from not behaving responsibly. We believe that this concept provides a better explanation for the anxious and fearful nature of OCD than do more traditional conceptualizations of inflated responsibility. We support this idea with empirical evidence and propose that OCD symptoms are consistent with patients acting in a prudential mode because of their fears of guilt.},
note = {Experimental approaches to understanding OCD},
keywords = {beliefs, guilt, OCD, Responsibility},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
L'influenza del timore di colpa sui processi cognitivi: il caso del disturbo ossessivo compulsivo Journal Article
In: Sistemi intelligenti, no 1/2004, pp. 113–144, 2004, ISSN: 1120-9550.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbo Ossessivo-Compulsivo
@article{10142213062,
title = {L'influenza del timore di colpa sui processi cognitivi: il caso del disturbo ossessivo compulsivo},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {Il Mulino},
url = {https://www.rivisteweb.it/doi/10.1422/13062},
doi = {10.1422/13062},
issn = {1120-9550},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Sistemi intelligenti},
number = {1/2004},
pages = {113--144},
publisher = {Società editrice il Mulino},
abstract = {Gli stati mentali, vale a dire gli scopi e le credenze attivi in un dato momento nella mente di un individuo, influenzano i suoi processi cognitivi? E nel caso, in quale direzione? In particolare, il timore di non essere all'altezza delle proprie responsabilità e dunque di essere colpevole, influenza, in modo particolare, alcuni processi di ragionamento quali, ad esempio, il processo di controllo ingenuo delle ipotesi e i processi decisionali?
In questo articolo si affrontano tali questioni da una prospettiva particolare che è quella chimica. Vi sono infatti numerosi dati che suggeriscono la centralità del timore di colpa nella patogenesi di ossessioni e compulsioni, che, come è noto, costituiscono le manifestazioni caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Il DOC è uno dei disturbi d'ansia più frequenti: infatti la sua prevalenza life-time è di circa il 2,3% (si prevede cioè che più di 2 individui su 100 svilupperanno un DOC nell'arco della loro esistenza) (Weissman et al. 1994).},
keywords = {Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbo Ossessivo-Compulsivo},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
In questo articolo si affrontano tali questioni da una prospettiva particolare che è quella chimica. Vi sono infatti numerosi dati che suggeriscono la centralità del timore di colpa nella patogenesi di ossessioni e compulsioni, che, come è noto, costituiscono le manifestazioni caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Il DOC è uno dei disturbi d'ansia più frequenti: infatti la sua prevalenza life-time è di circa il 2,3% (si prevede cioè che più di 2 individui su 100 svilupperanno un DOC nell'arco della loro esistenza) (Weissman et al. 1994).
Mancini, Francesco; Gragnani, Andrea
Gli Homework Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo Journal Article
In: Home work: un’antalogia di prescrizioni terapeutiche, vol. 2004, pp. 105-136, 2004.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Disturbo Ossessivo-Compulsivo
@article{Mancini2004,
title = {Gli Homework Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo},
author = {Francesco Mancini and Andrea Gragnani },
editor = {McGraw Hill},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/11/Homework%20DOC%20-%20Mancini%20e%20Gragnani%202004.pdf},
year = {2004},
date = {2004-01-01},
journal = {Home work: un’antalogia di prescrizioni terapeutiche},
volume = {2004},
pages = {105-136},
abstract = {È possibile distinguere due approcci cognitivisti al DO C (Tal lis, 1995a). Il primo ricorre a disfunzioni neuropsicologiche e cognitive di base. Rientra no in questo approccio le spiegazioni in termini di underinclusion , cioè d i tendenza ad ipercategorizzare l’esperienza, i deficit delle funzioni esecutive e della memoria visuo- spaziale (Reed, 1985; Tallis, 1995a, b; Galderisi, Amida e Maj, 1996; Dèttore, 2003). Particolare attenzione ha ricevuto l’ipotesi de l deficit mestico. Negli ultimi anni numerose ricerche sperimentali (Radom sky e Rachm an, 1999) hanno rivelato, però, che nei pazienti ossessivi non vi è un deficit di memoria m a piuttosto scarsa fiducia nella propria memoria e che tale sfiducia s i accentua drasticamente in caso di con trolli ripe tuti (van den Hout e Kindt, 2002). Più il paziente ripete una azione di controllo più diminuisce la salienza del ricordo della singola azione e più aumenta la familiarità della azione, di conseguenza diminuisce la fiducia nel ricordo di aver compiuto quella azione (van den Hout e Kindt, 2002). },
keywords = {Disturbo Ossessivo-Compulsivo},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Gangemi, Amelia; Baldini, Barbara; Carini, Francesca; Cieri, Luca; Ciocci, Roberta; Cioce, Annarita; Ercoli, Serenella; Frellicca, Tiziana; Frenza, Marinella; Masi, Diletta; Pozzolo, Eva; Reale, Bianca; Mancini, Francesco
Timore di colpa e intolleranza all'incertezza Journal Article
In: vol. 9, no 1, 2003.
Abstract | BibTeX | Tag: colpa, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Intolleranza all'incertezza; Scelte rischiose e avverse al rischio
@article{Gangemi2003,
title = {Timore di colpa e intolleranza all'incertezza},
author = {Amelia Gangemi and Barbara Baldini and Francesca Carini and Luca Cieri and Roberta Ciocci and Annarita Cioce and Serenella Ercoli and Tiziana Frellicca and Marinella Frenza and Diletta Masi and Eva Pozzolo and Bianca Reale and Francesco Mancini},
editor = {Erickson},
year = {2003},
date = {2003-01-01},
volume = {9},
number = {1},
abstract = {La letteratura cognitivista clinica riconosce allo stato mentale di colpa e di responsabilità un ruolo speciale nella genesi e nel mantenimento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). Tra gli altri aspetti il DOC si caratterizza per l'intolleranza all'incertezza, intesa come avversione alle scelte rischiose e preferenza per le scelte certe. Può lo stato mentale della colpa e della responsabilità contribuire a produrre l'avversione per le scelte rischiose? Noi ipotizziamo che le scelte (certe o avverse al rischio) operate dai soggetti siano influenzate da quanto essi si ritengono dalla parte del torto o della ragione, vale a dire colpevoli o vittime di una ingiustizia, e dunque da valori morali.
In questo studio, abbiamo dimostrato che in soggetti normali (N=718) la predilezione per scelte rischiose o avverse al rischio varia proprio in funzione del ruolo morale assunto dal soggetto: la percezione di essere colpevoli, e dunque dalla parte del torto, implica la preferenza per scelte certe, ovvero l'avversione per le scelte rischiose, mentre la percezione di essere vittime di un danno ingiusto implica la preferenza per scelte rischiose. Possiamo dunque concludere, che in soggetti non clinici, lo stato mentale di colpa e responsabilità implica l'avversione per le scelte rischiose, e quindi, un comportamento simil-ossessivo. },
keywords = {colpa, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Intolleranza all'incertezza; Scelte rischiose e avverse al rischio},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
In questo studio, abbiamo dimostrato che in soggetti normali (N=718) la predilezione per scelte rischiose o avverse al rischio varia proprio in funzione del ruolo morale assunto dal soggetto: la percezione di essere colpevoli, e dunque dalla parte del torto, implica la preferenza per scelte certe, ovvero l'avversione per le scelte rischiose, mentre la percezione di essere vittime di un danno ingiusto implica la preferenza per scelte rischiose. Possiamo dunque concludere, che in soggetti non clinici, lo stato mentale di colpa e responsabilità implica l'avversione per le scelte rischiose, e quindi, un comportamento simil-ossessivo.
Mancini, Francesco; Capo, Rosario
Anxiety Sensitivity in età evolutiva. Rilevanza nella genesi e nel trattamento di alcuni disturbi mentali Journal Article
In: vol. 40, pp. 661-672, 2003.
Abstract | BibTeX | Tag: Anxiety disorders, anxiety sensitivity, childrens and adolescents
@article{Mancini2003,
title = {Anxiety Sensitivity in età evolutiva. Rilevanza nella genesi e nel trattamento di alcuni disturbi mentali},
author = {Francesco Mancini and Rosario Capo},
editor = {Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza},
year = {2003},
date = {2003-01-01},
volume = {40},
pages = {661-672},
abstract = {Nel presente elaborato vengono presi in esame i principali meccanismi ricorsivi responsabili della genesi e del mantenimento di disturbi mentali in età evolutiva. La trattazione si concentra prevalentemente sulla Anxiety Sensitivity, che consiste in una particolare attitudine cognitiva a temere le sensazioni neurovegetative connesse all'ansia. Vengono prese in esame le implicazioni per la genesi e il mantenimento di alcuni disturbi mentali in età evolutiva e per l'intervento preventivo.},
keywords = {Anxiety disorders, anxiety sensitivity, childrens and adolescents},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Gangemi, Amelia; Mancini, Francesco
Responsibility, guilt and decision under risk Journal Article
In: Psychological Reports, no 93 , pp. 1077-1079 , 2003.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: decision under risck, guilt, Responsibility
@article{Gangemi2003b,
title = {Responsibility, guilt and decision under risk},
author = {Amelia Gangemi and Francesco Mancini },
editor = {US National Library of Medicine National Institutes of Health
},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/07/2003_responsibility,%20guilt%20and%20decision%20under%20risk.pdf},
doi = {10.2466/pr0.2003.93.3f.1077},
year = {2003},
date = {2003-01-01},
urldate = {2003-01-01},
journal = {Psychological Reports},
number = {93 },
pages = {1077-1079 },
abstract = {In this paper, we hypothesize that individuals' choices (risk-seeking/risk-aversion) depend on moral values, and in particular on how subjects evaluate themselves, as guilty or as victims of a wrong, rather than on the descriptions of the outcomes as given in the options and evaluated accordingly as gains or losses (framing effect). People who evaluate themselves as victims are expected to show a risk-seeking preference (context of innocence).
People who evaluate themselves as guilty, are expected to show a risk-averse preference (context of guilt). In our experiment the responses of 232 participants to a decision problem were compared in four different conditions involving two-story formats (innocence/guilt) and two-question-options formats (gain/loss). The results show that, regardless of the format of the question options, the story format appears to be an important determinant of individuals' preferences.},
keywords = {decision under risck, guilt, Responsibility},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
People who evaluate themselves as guilty, are expected to show a risk-averse preference (context of guilt). In our experiment the responses of 232 participants to a decision problem were compared in four different conditions involving two-story formats (innocence/guilt) and two-question-options formats (gain/loss). The results show that, regardless of the format of the question options, the story format appears to be an important determinant of individuals' preferences.
Mancini, Francesco; Gragnani, Andrea
Disgusto, Contagio e Cognizione, Psichiatria e Psicoterapia Journal Article
In: Psichiatria e Psicoterapia Analitica, vol. 22, no 1, pp. 38-47, 2003.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: cognizione, contagio, disgusto, psichiatria e psico
@article{Mancini2003,
title = {Disgusto, Contagio e Cognizione, Psichiatria e Psicoterapia},
author = {Francesco Mancini and Andrea Gragnani},
editor = {Associazione di Psicologia Cognitiva - Roma},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/11/Disgusto%20Contagio%20e%20Cognizione%202003.pdf},
year = {2003},
date = {2003-01-01},
journal = {Psichiatria e Psicoterapia Analitica},
volume = {22},
number = {1},
pages = {38-47},
abstract = {Il disgusto è stato considerato fin da Darwin (1872) come un’emozione basica al pari della paura, della tristezza, della gioia, della rabbia. Da una ricerca di Oatley e Duncan (1994) risulta che tra le cinque emozioni fondamentali sperimentate nella vita quotidiana da soggetti normali, il disgusto è la meno frequente, mentre quella più frequente è la rabbia.},
keywords = {cognizione, contagio, disgusto, psichiatria e psico},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Gragnani, Andrea; Toro, Beatrice; Luca, Lara De; Cavagnoli, Maura; Mancini, Francesco
L’efficacia delle tecniche cognitive nella riattribuzione della stima della probabilità Journal Article
In: Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, vol. 9, no 2, pp. 91-108, 2003.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Adulti, Disturbi d ’ansia, Prob abilità, Psicoterapia Cognitiva, Tecniche d i inte rvento
@article{Gragnani2003,
title = {L’efficacia delle tecniche cognitive nella riattribuzione della stima della probabilità},
author = {Andrea Gragnani and Beatrice Toro and Lara De Luca and Maura Cavagnoli and Francesco Mancini},
editor = {Associazione di Psicologia Cognitiva - Roma },
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/11/Articolo%20LEFFICACIA%20DELLE%20TECNICHE%20COGNITIVE%20NELLA%20RIATTRIBUZIONE%20DELLA%20STIMA%20DELLA%20PROBABILITA%202003.pdf},
year = {2003},
date = {2003-01-01},
urldate = {2003-01-01},
journal = {Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale},
volume = {9},
number = {2},
pages = {91-108},
abstract = {Lo scopo di questo studio è valutare l'efficacia ed i principi di funzionamento di alcune tecniche di intervento utilizzate in ambito clinico al fine di ridurre la sovrastima delle probabilità di accadimento di eventi temuti.
L' ipotesi principale del presente lavoro è che le tecniche cognitive "torta", "probabilità cumulate" (Van Oppen, Arntz, 1994) "piramide capovolta" (Wells, 1997) sono efficaci nel produrre una riduzione significativa della probabilità percepita di un evento negativo e che tale riduzione è collegata al potere che tali tecniche possiedono di contrastare il meccanismo cognitivo della focalizzazione.
La ricerca è stata condotta con soggetti normali dato che tra soggetti ansiosi, per i quali queste tecniche sono state messe a punto, e non ansiosi non si riscontrano differenze qualitative di ragionamento probabilistico (Nesse e Klaas, 1994). I 223 soggetti normali sono stati sottoposti ad un protocollo sperimentale suddiviso in 4 parti: 1) racconto relativo ad un evento negativo; 2) stima della probabilità d'accadimento dell'evento negativo; 3) intervento volto alla riattribuzione della stima di probabilità (6 condizioni); 4) nuova stima sulla probabilità dell'accadimento dell'evento.
Le tecniche sono risultate tutte efficaci nel produrre una riduzione statisticamente significativa della stima delle probabilità percepita dell'evento negativo e si sono inoltre riscontrate importanti differenze nell'entità di tale riduzione a seconda della tecnica utilizzata.},
keywords = {Adulti, Disturbi d ’ansia, Prob abilità, Psicoterapia Cognitiva, Tecniche d i inte rvento},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
L' ipotesi principale del presente lavoro è che le tecniche cognitive "torta", "probabilità cumulate" (Van Oppen, Arntz, 1994) "piramide capovolta" (Wells, 1997) sono efficaci nel produrre una riduzione significativa della probabilità percepita di un evento negativo e che tale riduzione è collegata al potere che tali tecniche possiedono di contrastare il meccanismo cognitivo della focalizzazione.
La ricerca è stata condotta con soggetti normali dato che tra soggetti ansiosi, per i quali queste tecniche sono state messe a punto, e non ansiosi non si riscontrano differenze qualitative di ragionamento probabilistico (Nesse e Klaas, 1994). I 223 soggetti normali sono stati sottoposti ad un protocollo sperimentale suddiviso in 4 parti: 1) racconto relativo ad un evento negativo; 2) stima della probabilità d'accadimento dell'evento negativo; 3) intervento volto alla riattribuzione della stima di probabilità (6 condizioni); 4) nuova stima sulla probabilità dell'accadimento dell'evento.
Le tecniche sono risultate tutte efficaci nel produrre una riduzione statisticamente significativa della stima delle probabilità percepita dell'evento negativo e si sono inoltre riscontrate importanti differenze nell'entità di tale riduzione a seconda della tecnica utilizzata.
Mancini, Francesco; D'Olimpio, Francesca; Genio, Marisa Del; Didonna, Fabrizio; Prunetti, Elena
Obsessions and compulsions and intolerance for uncertainty in a non-clinical sample Journal Article
In: Journal of Anxiety Disorders, vol. 16, no 4, pp. 401 - 411, 2002, ISSN: 0887-6185.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: depression, Intolerance for uncertainty, Need for Closure Scale, Padua Inventory, State anxiety, Trait anxiety
@article{Mancini2002401,
title = {Obsessions and compulsions and intolerance for uncertainty in a non-clinical sample},
author = {Francesco Mancini and Francesca D'Olimpio and Marisa Del Genio and Fabrizio Didonna and Elena Prunetti},
editor = {Elsevier ScienceDirect},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/07/2002_obsession%20and%20compulsions%20and%20intolerance%20for%20uncertainty%20in%20a%20non_clinical%20sample.pdf},
doi = {10.1016/S0887-6185(02)00133-0},
issn = {0887-6185},
year = {2002},
date = {2002-01-01},
journal = {Journal of Anxiety Disorders},
volume = {16},
number = {4},
pages = {401 - 411},
abstract = {It has been hypothesized that decision-making difficulties in patients with obsessive–compulsive disorder may arise from intolerance for uncertainty. We investigated the relationship between obsessivity and intolerance for uncertainty (defined in terms of need for cognitive closure), controlling for state and trait anxiety and depression. We tested non-clinical subjects through the Need for Closure Scale (NFCS), the Padua Inventory Revised (PI-R), the Beck Depression Inventory (BDI), and the State–Trait Anxiety Inventory (Form-Y; STAI-Y). A principal component analysis showed a lack of correlation between the PI-R and the NFCS subscales. A set of multiple regression analyses performed on PI-R subscales showed that the need for cognitive closure cannot be considered as a strong predictor of obsessions and compulsions. These results speak against the hypothesis that people with high obsessivity have difficulties in taking decisions because of a cognitive need for certainty. We instead argue that difficulties in taking decisions may be related to other specific cognitive beliefs or meta-beliefs.},
keywords = {depression, Intolerance for uncertainty, Need for Closure Scale, Padua Inventory, State anxiety, Trait anxiety},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gangemi, Amelia
Role of Responsibility in Conditional Reasoning Journal Article
In: Psychological Reports, vol. 91, no 1, pp. 275-288, 2002.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: conditional reasoning, Responsibility
@article{Mancini01082002,
title = {Role of Responsibility in Conditional Reasoning},
author = {Francesco Mancini and Amelia Gangemi},
editor = {SAGE Publications},
url = {http://prx.sagepub.com/content/91/1/275.abstract},
doi = {10.2466/pr0.2002.91.1.275},
year = {2002},
date = {2002-01-01},
urldate = {2002-01-01},
journal = {Psychological Reports},
volume = {91},
number = {1},
pages = {275-288},
abstract = {A series of recent studies showed that facilitation on the Wason Selection Task could be produced by perceived utilities. The present work was aimed at testing whether a similar factor could also be involved in human reasoning performance in the context of responsibility. We supposed that the motivation of the subject assuming responsibility is affected by normative goals. These goals prescribe the actions and the results to be achieved, also considering the different social roles. In this experiment the responses of different groups of subjects (N = 270) to a selection task were compared in two different conditions involving different responsibility contexts. The results show that the subjects' strategies in searching for possible violators depended on the condition (responsibility vs no responsibility). In particular, only in the context of responsibility were the performances elicited by conditional rules characterised by a falsification strategy.},
keywords = {conditional reasoning, Responsibility},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; D'Olimpio, Francesca; D'Ercole, Stefania
Responsibility attitude, obsession and compulsion: further support in a non-clinical sample Journal Article
In: Clinical Psychology & Psychotherapy, vol. 8, no 4, pp. 274–281, 2001, ISSN: 1099-0879.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Disturbo Ossessivo Compulsivo, obsessive-compulsive disorder
@article{CPP:CPP292,
title = {Responsibility attitude, obsession and compulsion: further support in a non-clinical sample},
author = { Francesco Mancini and Francesca D'Olimpio and Stefania D'Ercole},
editor = {John Wiley & Sons, Ltd},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2010/10/Responsibility%20attitude,%20obsessione%20and%20compulsion%20a%20further%20support%20in%20a%20non%20clinical%20sample.pdf},
doi = {10.1002/cpp.292},
issn = {1099-0879},
year = {2001},
date = {2001-01-01},
journal = {Clinical Psychology & Psychotherapy},
volume = {8},
number = {4},
pages = {274--281},
publisher = {John Wiley & Sons, Ltd.},
abstract = {Responsibility is one of the most investigated constructs in obsessive-compulsive disorder (OCD). Although there are an increasing number of studies on this topic, results seem to be questionable. Whereas several authors reported a significant link between OC behaviour and responsibility in nonclinical as well as in clinical samples, the findings of many authors failed to demonstrate the presence of such an association. In the current study, we examined the relationship between obsessive-compulsive behaviour and responsibility. To this aim, participants filled in five inventories: the Responsibility Attitude Scale (RAS), the Responsibility Questionnaire (RQ), the Padua Inventory Revised (PI-R), the State-Trait Anxiety Inventory (STAI), and the Beck Depression Inventory (BDI). Results showed a relationship between obsessive-compulsive behaviour (PI-R scores) and responsibility, as measured by both RAS and RQ. A principal component analysis showed that RAS can be interpreted as a four-factor scale, accounting for 63% of the variance overall. Regression analyses showed that responsibility can be considered a significant predictor of obsession and compulsion behaviour, as measured by PI-R. Furthermore, showing a connection between specific factors of responsibility and certain kinds of obsessive-compulsive behaviour, results seem to confirm the hypothesis that responsibility is more salient in checking than in cleaning symptoms. Copyright © 2001 John Wiley & Sons, Ltd.},
keywords = {Disturbo Ossessivo Compulsivo, obsessive-compulsive disorder},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}
Mancini, Francesco; Gragnani, Andrea; D'Olimpio, Francesca
The connection between disgust and obsessions and compulsions in a non-clinical sample Journal Article
In: Personality and Individual Differences, vol. 31, no 7, pp. 1173 - 1180, 2001, ISSN: 0191-8869.
Abstract | Links | BibTeX | Tag: Anxiety, depression, Disgust, obsessive-compulsive disorder, Padua Inventory-Revised
@article{Mancini20011173,
title = {The connection between disgust and obsessions and compulsions in a non-clinical sample},
author = {Francesco Mancini and Andrea Gragnani and Francesca D'Olimpio},
editor = {Elsevier ScienceDirect},
url = {https://apc.it/wp-content/uploads/2012/11/OCD%20and%20Disgust%202001.pdf},
doi = {10.1016/S0191-8869(00)00215-4},
issn = {0191-8869},
year = {2001},
date = {2001-01-01},
journal = {Personality and Individual Differences},
volume = {31},
number = {7},
pages = {1173 - 1180},
abstract = {Although obsessive-compulsive patients (OCD) frequently report thoughts and compulsions about dirt and contamination, there is scarce evidence for a relationship between disgust and OCD. This study investigates whether there is a specific relationship between obsessive symptoms and disgust, independently of general psychological distress symptoms. We tested 278 non-clinical volunteers, through the Disgust Scale [Haidt, J., McCauley, C., & Rozin, P. (1994). Individual differences in sensitivity to disgust: a scale sampling seven domains of disgust elicitors. Personality Individual Differences. 16, 701–713], the Padua Inventory — Revised [PI-R; van Oppen, P., Hoekstra, R. J., & Emmelkamp, M. G. (1985). The structure of obsessive-compulsive symptoms.Behaviour Research and Therapy, 33, 15–23], the State-Trait Anxiety Inventory [Spielberger, C. D., Gorsuch, R. L., Lushene, R., Vagg, P. R., & Jacobs, G. A. (1983). Manual for the State-Trait Anxiety Inventory (Form Y). Palo Alto, CA: Consulting Psychologists Press], and the Beck Depression Inventory [Beck, A. T., & Steer, R. (1987). Beck depression inventory scoring manual. The psychological corporation. New York: Harcourt Brace Janovich]. A multiple regression analysis showed a significant positive relationship between disgust and obsessive symptoms, after controlling for gender, age, anxiety, and depression. Washing and checking behaviors were best predicted by disgust, while impulses and rumination were best predicted by anxiety and/or depression. These findings are in line with the hypothesis of a specific relationship between disgust and at least some kinds of obsessive symptoms.},
keywords = {Anxiety, depression, Disgust, obsessive-compulsive disorder, Padua Inventory-Revised},
pubstate = {published},
tppubtype = {article}
}

